L’ARTE DI COMBATTERE SENZA
COMBATTIMENTO

 

di Geoff Thompson

 

 

C’era una volta un famoso Aikidoka in
Giappone che passava gran parte della sua
vita a studiare la leggendaria arte di Ueshiba.
Ma, pur dedicando la sua esistenza a tale arte,
non aveva mai avuto la possibilità di metterla
in pratica in una situazione reale, in un
confronto con un aggressore deciso a fargli
del male. L’Aikidoka aveva i suoi principi:
egli sapeva che avrebbe creato del karma
negativo se fosse andato deliberatamente a
cercare una rissa al solo scopo di mettere alla
prova le tecniche di Aikido. Pertanto doveva
attendere che l’opportunità si presentasse.
Ingenuo come era, egli non desiderava altro
che di essere aggredito. Così avrebbe potuto
dimostrare che la sua arte era potente non solo
all’interno ma anche all’esterno dell’ambiente
sicuro del Dojo.
Più si allenava e più cresceva il suo bisogno
di convalidare le conoscenze acquisite. Un
giorno, mentre tornava a casa in treno, si
presentò finalmente una situazione potenziale:
un uomo ubriaco ed estremamente aggressivo
salì sul treno e prese subito ad insultare gli
altri passeggeri.
“Ci siamo”, si disse l’Aikidoka, “questo il
momento di dimostrare l’efficacia della mia
arte”.
Egli rimase seduto in attesa che l’ubriaco si
avvicinasse. L’incontro pareva inevitabile
perché l’uomo, avanzando lungo il corridoio,
stava gridando insulti in faccia ad ogni
passeggero. Man mano che si avvicinava
urlava sempre più forte e diventava sempre
più offensivo. Nessuno dei passeggeri osava
neppure alzare la testa per il timore di essere
picchiato. Eppure il nostro bravo Aikidoka
non vedeva l’ora che toccasse a lui, di essere
insultato. Avrebbe fatto vedere a se stesso, e a
tutti, la validità dell’Aikido.
L’ubriaco gli era quasi addosso: egli si
preparò ad un combattimento all’ultimo
sangue.
Ma proprio mentre l’Aikidoka si accingeva a
balzare in piedi, il passeggero nel sedile
davanti al suo si alzò improvvisamente e
salutò l’ubriaco in modo amichevole. “Ehi
amico, cosa c’è che non va? Hai bevuto tutto
il giorno al bar, vero? Sembri un uomo con
dei problemi – dai, siediti vicino a me e
racconta. Qui nessuno vuole prendersi a
pugni”. L’Aikidoka guardava stupefatto
mentre il passeggero, con immenso tatto e
non poca furbizia, convinceva l’ubriaco a
sedersi e a calmarsi. Entro pochi attimi questi
stava parlando di tutti i suoi guai, si sgravava
il cuore, con le lacrime che gli scendevano
lungo tutto il viso.
L’Aikidoka pensò “Questo è Aikido”. Capì in
quel preciso istante che l’uomo con il braccio
attorno alle spalle di quel disperato stava
dimostrando l’Arte Marziale nella sua forma
più alta.